Pagine

Corporate Social Responsibility : vantaggi per le imprese


"Dallo studio delle attività che caratterizzano un comportamento responsabile dell’impresa nei confronti degli stakeholder si evince come l’impresa stessa tragga dalla CSR innumerevoli vantaggi, la cui quantificazione economica deve essere effettuata in prospettiva e in un’ottica di integrazione con ambiente e mercato.
Quello che spesso le imprese non riescono facilmente a comprendere sono proprio i vantaggi di più difficile quantificazione nel breve termine e di più complessa determinazione in termini numerici, ma proprio quei vantaggi creano il quid pluris in termini di competitività che può e deve fare la differenza in un mercato globale. Se le istituzioni e il mercato stesso riusciranno a risolvere l’asimmetria informativa che ancora mina alle radici la percezione del vantaggio competitivo derivante da una gestione socialmente responsabile, le imprese, che fanno della CSR un consolidato modus operandi,avranno a disposizione il volano della ripresa e della crescita,intercettando quei mercati e quelle fasce di stakeholder oggi sempre più attente e sensibili a questo modo di fare impresa e business. Operare in maniera socialmente responsabile è conveniente,crea profitto e porta equilibrio nel rapporto tra impresa,mercato e comunità.".... 
da 
Conflittualità d'impresa - Luca Possieri

OLTRE 5MLN PROCESSI CIVILI PENDENTI. DA MEDIACONCILIAZIONE EFFETTO POSITIVO SU CALO NUOVE CAUSE -3,7%


"Dai dati ministeriali - osserva Lupo - emerge un decremento del 4,5% della pendenza complessiva dei procedimenti civili di merito (5.388.544 al 30 giugno 2012). È l'effetto della significativa diminuzione delle sopravvenienze (-3,7%) e della sostanziale tenuta del numero delle definizioni. Sulla diminuzione dei procedimenti sopravvenuti ha inciso positivamente l'istituto della mediazione obbligatoria"
(inaugurazione anno giudiziario- relazione Presidente Lupo)

sabato 26 gennaio 2013

la giustizia collassa, ma la mediazione civile non è considerata emergenza

L'Italia  "ha il triste primato in Europa del maggior numero di declaratorie di estinzione del reato per prescrizione (circa 130 mila quest'ultimo anno) e, paradossalmente, del più alto numero di condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo per l'irragionevole durata dei processi". cosi il presidente della Corte d'appello di Milano in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013 in riferimento al 2012. l'anno appena passato, va ricordato, è quello che ha visto la feroce battaglia di una parte dell'avvocatura contro l'istituto della Mediazione Civile e Commerciale, vero strumento deflattivo in materia civile, oltre che progresso economico e sociale. la sentenza della Corte, che dichiara illegittima costituzionalmente la mediazione civile nella parte in cui era prevista obbligatoria ( per eccesso di delega ), rappresenta al momento un forte freno ( imperdonabile!) allo sviluppo e diffusione dello strumento in questione. nel rispetto delle prerogative della suprema Corte e delle motivazioni della sentenza è improcrastinabile un intervento in tale materia, affinché l'obbligatorietà sia al più presto ricostituita per la maggior parte delle materie del civile.
solo un comportamento irresponsabile e incurante dei dati che emergono dalle relazioni nelle varie Corti d'Appello può prescindere da questa vera emergenza nazionale, primo freno alla ripresa economica,alla crescita e sviluppo delle imprese e del settore commerciale. un freno pari all'incirca di un punto di Pil...quando il Paese ne perde oltre due a causa della crisi economica. 

luca Possieri

Da confliggere mediando al tempo della crisi – LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE : EVOLUZIONE NORMATIVA E APPROCCIO FILOSOFICO

La crisi economica, originata da una crisi finanziaria che esplode già dal 2008, e trasferitasi al settore produttivo e dei servizi, ha determinato un aumento fisiologico di contenziosi e conflittualità. L’esplosione delle bolle speculative finanziarie e  immobiliari, determinando una sostanziale distruzione di ricchezza e perdita del potere d’acquisto, ha contratto fortemente la domanda e il consumo soprattutto di beni durevoli, con effetti particolarmente incisivi in quei paesi che già presentavano evidenti problematiche in termini di funzionamento del sistema economico, produttivo , giuridico e sociale. In questo contesto il nostro Paese sta particolarmente soffrendo una sua debolezza strutturale, aggravata, tra l’altro, da un  debito pubblico esorbitante, un sostanziale eccesso di burocratizzazione, un’imposizione fiscale eccessiva e squilibrata e un sistema di giustizia civile lento, farraginoso ed inefficiente. In un paese che detiene il triste primato di circa 5,5 milioni di cause civili pendenti, con procedimenti che durano anni per arrivare alla conclusione, in un contesto di altissima conflittualità e litigiosità, si avverte la assoluta e improrogabile urgenza di tentare di riallineare i nostri parametri a quelli degli altri paesi della Unione Europea. L’Italia non può più permettersi una durata media stimata dei processi ordinari in primo grado che supera i mille giorni, collocandola al 158esimo posto su 183 paesi, nelle graduatorie stimate dalla Banca mondiale. Affinché il Paese torni a crescere è assolutamente indispensabile introdurre meccanismi di maggiore concorrenzialità, un più ampio e facile accesso al capitale di rischio, una maggiore propensione all’ innovazione  e alla formazione, nonché una più efficiente regolamentazione del mercato del lavoro attraverso anche un sistema di protezione sociale.  Queste azioni devono però coniugarsi con un abbattimento dei livelli di conflittualità e del tasso di contenzioso, unitamente ad una maggiore efficienza della giustizia civile.  Una giustizia civile efficiente (rapida e poco costosa), potrebbe essere un efficace volano della crescita, soprattutto in considerazione del fatto che non si può prescindere dall’elemento tempo entro il quale deve essere definita la risposta certa alla domanda di tutela giurisdizionale svolta dal cittadino e dalle imprese. Una giustizia civile inefficiente, oltre che rappresentare un’ ingiustizia per il cittadino, impatta in maniera devastante sull’operatività delle imprese, in materia di costi legali, incertezze degli esiti giudiziali, tempistica eccessiva  ed eccessiva costosità e rischiosità degli investimenti…(…)

Da confliggere mediando al tempo della crisi – LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE : EVOLUZIONE NORMATIVA E APPROCCIO FILOSOFICO
Di Luca Possieri e Eva F. Franchino




Thought On Crisis Leadership

ThoughtOn Crisis-Leadership2 Erika

martedì 1 gennaio 2013

BUON 2013 A TUTTI!

si è chiuso un anno difficile,  se ne apre un altro che non lo sarà probabilmente di meno,
ma con il consueto coraggio , con la forza dell'onestà, del lavoro , del sacrificio e la gioia delle cose belle,
sapremo affrontarlo.
vecchie minacce e nuove opportunità .
un caro saluto a tutti i lettori del mio blog